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L'Ars dice no ai maxi inceneritori. Legge sui rifiuti quasi al traguardo

inceneritoriStop ai mega inceneritori, obbligo per i Comuni di raggiungere il 20 per cento di differenziata entro l'anno, e sanzioni per gli Enti locali inadempienti che possono arrivare fino allo scioglimento del consiglio comunale e alla revoca dei sindaci. L'Assemblea regionale accelera l'iter di approvazione della legge sul riordino degli Ato rifiuti, che oggi potrebbe avere il via libera definitivo.

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La cicogna porta piccoli immigrati

bambini_immigratiUn bambino su quattro nato a Palermo negli ultimi anni è figlio di immigrati. Così le classi della scuola dell'infanzia registrano anno dopo anno un boom di iscrizioni di bambini di altre nazionalità. Alla Madre Teresa di Calcutta di via Fiume, per esempio, 70 bambini su cento dai tre ai cinque anni, sono figli di immigrati. E il trend è in costante aumento come confermano i dati dell'ufficio scolastico regionale e le lunghe liste di attesa agli asili nido comunali o gestiti dalle associazioni di volontariato.

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Delio Rossi: "Palermo batte Inter se gioca al 150 per cento"

delio_rossi_4Delio Rossi, secondo lei l'Inter è quella che ha perso con il Catania o quella che ha vinto con il Chelsea? "Quando giochi una competizione importante come la Champions è normale che nella partita precedente pensi a non farti male. A Catania, anche a livello inconscio, può essere che qualcuno avesse già la testa a Londra. Detto questo, ogni partita ha una storia diversa. Noi dobbiamo giocare da Palermo perché sono sicuro che loro giocheranno da Inter". L'Inter è veramente la squadra più forte d'Italia?

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Vescovi del Sud attaccano: "Chiesa troppo timida di fronte alla mafia"

vaticanoLa Chiesa è stata "a volte troppo timida" di fronte alla mafia, ed è ora di scelte coraggiose per il Sud, per fare in modo che il documento della Cei sul Mezzogiorno non finisca sugli scaffali, come quello di 20 anni fa. Lo affermano tre vescovi del Mezzogiorno intervistati da Famiglia Cristiana. "Se dopo Pasqua nessuno ne parlerà, avremo fallito", ha osservato il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, che teme una Chiesa "icona dell'antimafia", che sollevi i singoli dalle proprie responsabilità.

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Maltempo, frane e fiumi straripati Interrotta la Palermo-Agrigento

maltempoFrane, fiumi che straripano, famiglie evacuate, strade chiuse al traffico, ferrovie interrotte. Questo il bilancio dell'ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia. È stata chiusa la strada statale Palermo-Agrigento a causa dello straripamento del fiume Platani. L'interruzione è scattata tra il motel San Pietro e il bivio Manganaro. Il traffico è stato deviato sulla strada provinciale 89. Per raggiungere Agrigento, i carabinieri hanno consigliato di percorrere la strada per Roccapalumba.

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E' morto Enzo Fragalà

fragalaPALERMO - L'avvocato Enzo Fragalà, massacrato a bastonate martedì sera davanti al suo studio, vicino al tribunale di Palermo, è morto, dopo essere rimasto tre giorni in coma, nell'ospedale Civico di Palermo. Lo confermano i carabinieri. Fragalà, ex deputato di An e consigliere comunale del Pdl, è stato aggredito davanti il suo studio martedì sera da un giovane col casco scuro che impugnava un pesante bastone di legno. "Un gesto vile e bestiale", lo ha definito il presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Palermo, Enrico Sanseverino. L'Ordine degli avvocati ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile contro gli aggressori. Mentre il sindaco di Palermo Diego Cammarata si è detto "profondamente addolorato ed indignato: la morte di Enzo Fragalà ci lascia colpiti ed esterrefatti e lascia un segno indelebile in tutti noi".

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La rivincita di Rossi

palermo_3PALERMO - Abel Hernandez e Javier Pastore: 8 agosto 1990 la data di nascita del primo, 20 giugno 1989 quella del secondo. Il presente del Palermo può diventare il futuro ad alti livelli del calcio mondiale, considerando i mezzi dei due ragazzini terribili che oggi hanno fatto a fette la retroguardia di una Lazio ancora convalescente dopo la disastrosa gestione Ballardini. L'uruguagio e l'argentino sfoderano una prestazione di immensa qualità, aiutati dall'esperienza di Miccoli e Liverani: Delio Rossi si prende la rivincita su Lotito e i rosanero liquidano i capitolini con un secco 3-1.

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La Regione saluta la Bit di Milano Lombardo: "Ne facciamo una in Sicilia"

bit_milano2010Dopo la tempesta di polemiche sulla partecipazione della Regione alla Borsa internazionale del turismo di Milano il governatore Raffaele Lombardo dice basta. In futuro l'amministrazione siciliana non andrà più, almeno non sarà presente con una delegazione di massa come avviene da anni. "Faremo dal prossimo anno una grande borsa del turismo del Mediterraneo in Sicilia - dice Lombardo- si può iniziare dal capoluogo siciliano per poi toccare Napoli e Bari. Intanto, nell'Isola, sarà visitata da decine di miglia di siciliani.

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Finale, Clerici fa il pienone

antonella_clericiSANREMO - Il festival di Antonella Clerici fa il pienone e gli ascolti dell'ultima serata confermano la tendenza positiva che ha caratterizzato questa edizione. La finalissima, con la proclamazione del vincitore Valerio Scanu, è stata vista da una media ponderata di 12 milioni 462 mila telespettatori, con il 53.21% di share. Un punto in meno rispetto all'edizione 2009, quando Paolo Bonolis, con la serata finale, aveva ottenuto una media ponderata di share del 54.24%. Il picco, del 77,34%, alle 00,48, al momento della proclamazione del primo classificato. Picco di telespettatori alle 22,13 con 15 milioni 195 mila persone davanti alla tv.

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Rifiuti in fiamme e falò di S.Giuseppe notte di fuoco, pompieri scortati

vampa_di_san_giuseppeAi tradizionali falò di San Giuseppe questa notte si sono aggiunti i roghi di cassonetti. Circa quindici gli interventi per spegnere le fiamme appiccate all'immondizia tra le 22 e l'alba di oggi in diversi quartieri di Palermo. Quasi tutti sarebbero stati causati dall'esasperazione di cittadini per le difficoltà con cui da tempo procedono le operazione di raccolta. Su segnalazione di passanti e residenti i pompieri sono entrati in azione, in particolare, nelle vie Zaire, Alagna, Gaetano Mosca e Monzambico.

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Boss al carcere duro ma insieme nell'ora d'aria

graviano_giuseppe_2NAPOLI - Gennaio 2010, penitenziario milanese di Opera. Due detenuti in regime di carcere duro e in area speciale sono reclusi nello stesso braccio dell'istituto. Uno è un feroce capomafia condannato per le stragi del 92-93, l'altro è il padrino di Gomorra. Il primo, il boss di Brancaccio, è appena uscito da tre anni di isolamento ed è reduce dal processo d'appello sul caso Dell'Utri dove ha fatto scena muta, il secondo è in attesa del verdetto della Cassazione sul processo "Spartacus", quello che potrebbe infliggere il colpo di grazia al clan dei Casalesi.

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Bellolampo in tilt per la pioggia

rifiuti_palermo1Non c´è tregua sul fronte dei rifiuti a Palermo. Dopo la corsa della scorsa settimana per recuperare l´arretrato dovuto ai continui guasti dei mezzi e allo stop dei manutentori, ora ci si è messo pure il maltempo che da sabato rende difficile l´accesso dei compattatori alla discarica di Bellolampo. E la raccolta dei rifiuti è di nuovo in tilt in varie zone della città, dal centro alle borgate. «Durante il weekend i camion hanno continuato a depositare l´immondizia, ma con difficoltà - spiega Antonino Putrone, direttore del dipartimento Raccolta dell´Amia - domenica scorsa abbiamo dovuto chiamare in servizio più personale.

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Omicidio Fragalà, c'è un nuovo sospettato

fragalaPoche ore dopo l'uscita di scena del primo indagato per l'omicidio dell'avvocato Enzo Fragalà, la procura di Palermo ha un nuovo sospettato. Si tratta, questa volta, non di un ex cliente, come il precedente, ma di un pregiudicato ritenuto vicino ai boss di Cosa nostra. E' un palermitano di 32 anni che, secondo gli inquirenti, sarebbe legato alla cosca mafiosa di Porta Nuova. L'uomo, con numerosi precedenti per rapina, sarebbe stato assoldato dalla mafia per eliminare il penalista. Le foto del pregiudicato alto quasi due metri e quindi con una corporatura compatibile con quella dell'assassino, descritto come un uomo molto imponente, sono state mostrate a un testimone del delitto ma il riconoscimento non sarebbe stato risolutivo.

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Ancora in coma l'avvocato Fragalà

fragala1Restano "gravissime" le condizioni di Enzo Fragalà. L'avvocato penalista ed ex parlamentare di An Enzo Fragalà, che è anche consigliere comunale del Pdl, è stato aggredito martedì sera a bastonate da uno sconosciuto davanti al suo studio legale di piazza Vittorio Emanuele Orlando, a pochi passi dal Palazzo di Giustizia di Palermo. Fragalà, che è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Civico, è ancora in coma. I medici che lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico per ridurre una vasta emorragia cerebrale, hanno annunciato un nuovo bollettino medico per questa mattina alle 11.

 
Sacconi: "Marchionne ha cambiato linea"

fiat_termini2Su Termini Imerese la Fiat "ha cambiato linea". E ora il governo dovrà impegnarsi per fermare la fuga delle multinazionali. Lo dice, intervistato da Repubblica, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che sottolinea come l'esecutivo sia "determinato" a "salvare i posti di lavoro e la ricchezza produttiva del Paese". "Il governo intero, da Palazzo Chigi al ministero dell'Economia - spiega - intende usare tutte le leve a sua disposizione per impedire che le multinazionali se ne vadano.

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Vince Scanu, Pupo secondo

scanuSANREMO - Alla fine non sono arrivati primi ma hanno comunque fatto esplodere il caso. Il festival di Sanremo l'ha vinto Valerio Scanu mentre Pupo ed Emanuele Filiberto con Luca Canonici hanno conquistato il secondo gradino del podio, seguoto da Marco Mengoni. Ma era bastato, un'ora prima, che Antonella Clerici dicesse i nomi dei tre finalisti perché all'Ariston esplodesse il caos. Via Cristicchi, Arisa e la Grandi e sono fischi, via Noemi, Fornaciari e tutti gli altri e il teatro viene giù, e quando la conduttrice annuncia la bocciatura di Malika (che tuttavia conquisterà il Premio della Critica "Mia Martini") c'è la rivolta degli orchestrali: il direttore chiede di rendere pubblico il voto, loro stracciano gli spartiti e li appallottolano.

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Teatro palermitano in lutto è morto Giorgio Li Bassi

Li_Bassi_GiorgioADDIO a Giorgio Li Bassi. L'attore palermitano è morto ieri sera, a 65 anni, a causa di un'emorragia cerebrale, per la quale domenica scorsa era stato ricoverato all'ospedale Villa Sofia. Davanti alla palazzina del reparto di Rianimazione si sono fermati a lungo gli amici e colleghi di una vita, da Angelo Butera e Raffaele Sabato, compagni di palcoscenico della prima ora, ai più giovani come Salvo Ficarra, che assieme a Valentino Picone lo volle per una scena del film «Il 7 e l'8». Camera ardente nella sala del teatro Orione, ora intestato al suo amico regista Pippo Spicuzza. I funerali saranno celebrati domani.

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L'Editoriale

S’asciucaru ‘i balati ra Vucciria*

Un tempo a Palermo si diceva “quannu s’asciucano ’i balati ra Vucciria”, per significare un domani impossibile oppure un rinvio alle calende greche.  I palermitani, conoscendo l’abitudine dei pescivendoli e dei venditori di ortofrutta di inumidire la merce, erano sorretti dalla certezza che le lastre di pietra dell’antico mercato non sarebbero mai state asciutte.  Ritenevano che la linfa del mercato non si sarebbe inaridita e al contempo non sarebbe mancata l’acqua alle balate.

    Oggi quest’espressione non ha più senso.  Il miracolo si è già realizzato, l’imprevedibile è diventato realtà: le balate della Vucciria sono asciutte, mentre langue il mercato che vi è insediato.  Com’è potuto accadere?  Come mai i moderni sono riusciti a distruggere un piccolo gioiello di tradizionale laboriosità popolare?

   Se questi interrogativi risuonassero in una delle tante trasmissioni televisive che allietano le serate degli italiani, i medici convenuti al capezzale del malato invocherebbero inesorabilmente il Supremo Rimedio dell’Intervento dello Stato.  Questa sembra essere la sicura ricetta per tutti i mali dell’Italia moderna.  Sempre e comunque la “crisi”, di qualsivoglia natura, deriva dalla mancanza di “tutela” della pubblica amministrazione.  Nessuno dei tanti soloni del chiacchiericcio mediatico italiano è sfiorato dal dubbio che il soffocamento del mercato, l’essiccamento della sua linfa possano derivare dall’eccesso di “premure” e “tutele” della pubblica amministrazione, piuttosto che dalla loro mancanza o insufficienza.

    Ogni nuova “tutela” pubblica si converte inevitabilmente in nuove prescrizioni e nuovi obblighi, per la necessità che l’intervento dello Stato si attui con procedure autoritarie.  L’invadenza dello Stato è, in primo luogo, invadenza normativa;  l’ipertrofia della pubblica amministrazione è, in primo luogo, ipertrofia di norme e di coazione; la bulimia degli interventi pubblici è, in primo luogo, bulimia di leggi e regolamenti.  Quanto più numerosi e complessi sono i nuovi parametri normativi, cui una determinata attività produttiva deve soggiacere, tanto più aumenta la probabilità che l’attività tradizionale debba cessare, o per la radicale impossibilità della conformazione, o per i maggiori costi economici e temporali della conformazione.  Non è peregrina, dunque, l’ipotesi che i fiorenti commerci della Vucciria si siano progressivamente inariditi per eccesso di intervento pubblico, piuttosto che per difetto.

    L’ipotesi diventa ancor più verosimile, se si considera il grande apporto dell’Unione Europea all’ipertrofia normativa e burocratica del nostro paese.  Gli eurocrati di Bruxelles concepiscono i loro vincolanti parametri di “qualità”, di “igiene”, di “sicurezza” etc. - nell’interesse di tutti, ben s’intende - facendo riferimento alla realtà che hanno sotto gli occhi, non già ai lontani mercati della periferia, per giunta insulare, dell’Europa.  L’eurocrate di Bruxelles ignora del tutto e perciò non prende alcun interesse al fatto che il parametro da lui concepito finirà col mettere in difficoltà l’operatore economico marginale, di una terra lontana, già marginale di suo.  A suo giudizio, il mercato della Vucciria deve obbedire agli stessi parametri che vincolano il mercato di Stoccarda, Glasgow, Anversa, Barcellona, Lione etc..  La furia omologatrice europea non prende in considerazione la tipicità locale.  Insomma, non è più aria per il venditore di pani ca meusa, panelle, rascature e frittelle varie; e poi, a dirla tutta, le sensibili narici nordeuropee non possono tollerare gli afrori delle verdure inumidite e del pesce fresco.  L’acqua delle balate non preoccupa il burocrate italiano, figuriamoci quello europeo.

 

Tommaso Natale

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Sab. quasi sereno 20 27
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